Storia – Arte e Cultura

Fermo
Le spiagge sabbiose della vicina riviera adriatica si contrappongono ai monti Sibillini e in mezzo le valli punteggiate di borghi. Fermo è la capitale di questo territorio, situata sulle ultime propaggini del contrafforte collinare che separa le valli del Tenna e dell’Ete Vivo. La città è disposta attorno a un ripido colle sul quale è situato, in posizione dominante, il Duomo.
Questa città marchigiana è ricchissima di storia, arte e cultura, è tra le più interessanti e pittoresche con le sue strade del centro storico strette e tortuose, tante delle quali presentano ancora la caratteristica pavimentazione dove l’antico assetto romano e mediovale si mescola armoniosamente con i dettagli architettonici cinquecenteschi, settecenteschi e ottocenteschi. I vicoli svelano scorci di rara bellezza, tra palazzetti quattrocenteschi ed edifici d’epoca rinascimentale che s’alternano ad emozionanti vedute panoramiche che fanno da cornice alla città, sui vicini monti e sul mare.
Cuore della città è Piazza del Popolo, dominata dal cinquecentesco Palazzo dei Priori residenza dei governatori e dei legati pontifici. Il Palazzo dei Priori ospita, al secondo piano, la Pinacoteca Civica che custodisce preziosi dipinti di scuola marchigiana e veneta. Tra i suoi tesori il quattrocentesco “polittico di S. Lucia” di Jacobello del Fiore e “La natività” di Rubens (1608). Il percorso museale propone anche la sala del Mappamondo, che prende il nome dal mappamondo settecentesco disegnato dal cartografo Amanzio Moroncelli di Fabriano e la mostra permanente “Fermo: dai villanoviani ai piceni”, ampia raccolta di reperti preromani delle terre del fermano. Adiacente al Palazzo è il loggiato di San Rocco, parte di un cinquecentesco complesso conventuale, e a fianco si erge il Palazzo degli Studi, collegato a quello dei priori da una loggetta sopra un voltone.
Nell’antico Palazzo degli Studi, sede per mille anni di una Università, è ospitata una delle più antiche ed affascinanti biblioteche italiane. Istituita nel 1688, è una biblioteca generale nella quale sono confluiti, nel corso del tempo, lasciti di illustri personaggi fermani, acquisti di intere collezioni appartenute ad insigni privati e, nell’Ottocento, un forte incremento patrimoniale derivato dalle soppressioni delle congregazioni religiose.
Complessivamente il materiale bibliografico presente nella Biblioteca è di circa 300.000 volumi. Il fondo antico comprende 127 codici pergamenacei, 11 corali, 3.000 manoscritti, 681 incunaboli, 15.000 cinquecentine, 23.000 opuscoli in miscellanea e 816 periodici storici cessati.
Da non perdere la visita alle Cisterne Romane, vasto complesso sotterraneo formato da trenta ambienti comunicanti risalenti al 40 d.C. per raccogliere e depurare l’acqua piovana e sorgiva che alimentava l’acquedotto cittadino. Nei pressi delle Cisterne vi è la chiesa duecentesca di San Domenico dall’abside semicircolare ed il campanile a monofore ogivali, chiesa che custodisce un bel coro ligneo della metà del Quattrocento.
Il Piazzale del Girfalco offre viste mozzafiato su tutta la regione, ed è considerato la sede dell’anima spirituale della città, dove sorgeva la duecentesca rocca. Il piazzale Girfalco è raggiungibile percorrendo la rettilinea via Mazzini che la collega a Piazza del Popolo. Su via Mazzini s’affaccia il bellissimo Teatro dell’Aquila, teatro storico della città, inaugurato alla fine del Settecento, con un’ampia sala con centoventiquattro palchi su cinque ordini per una capienza complessiva di un migliaio di posti. . Da non perdere la visita al Museo diocesano, dove è custodita la preziosa casula di S.Tommaso di Canterbury, ricamata in oro e seta.
 

Torre di Palme è una frazione del comune di Fermo, che si affaccia sul mare. Il borgo medioevale situato in una posizione dominante sulla costa, merita una visita anche solo per godere delle sue incantevoli vedute sull’Adriatico. Inoltre presenta caratteristiche costruzioni e diverse chiese che indicano non solo l’antico rapporto con il mare, ma anche con la città dominante. Spiccano tra queste la medievale Chiesa di S. Maria a Mare con affreschi che testimoniano antiche devozioni, la Chiesa di S. Agostino con all’interno un Polittico di Vittore Crivelli gremito di santi e con il suo fondo dorato che ricorda il paradiso e l’antica Chiesa di S. Giovanni con il suo bel portale. Passeggiando per i vicoli, si respira un’atmosfera autentica circondati da costruzioni realizzate dall’uomo in armonia con ciò che la natura stessa ha creato.

Moresco, vero e proprio castello risalente all’anno 1000, che si erge sulla sommità di un colle che domina la Valdaso. Piccolo borgo perfettamente conservato che dal 2002 è entrato a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia con i suoi pittoreschi edifici e le possenti mura che lo circondano. Ma la caratteristica principale di questo paese è la sua alta torre eptagonale, che gli fa meritare l’appellativo di borgo dai sette orizzonti. Molte le ipotesi sul perché questa torre abbia sette lati, ed una delle teorie più convincenti riguarda proprio il vertice di questo eptagono che sembra puntare verso il Monte Sibilla, luogo pieno di magia e mistero.

Il fascino di questo luogo sta nel fatto che il suo aspetto sembra essersi fermato nel tempo, il castello è rimasto infatti quasi come nel Medioevo.

Monterubbiano, il nome del borgo è forse legato al commercio della robbia, pianta tintoria pregiata e utilizzata fin dall’antichità che, non a caso, compare anche nello stemma cittadino. 

Nel paese sono vissuti due personaggi che hanno lasciato il segno, seppur in ambiti completamente diversi. Il primo è Vincenzo Pagani, un pittore che discende da una dinastia di artisti, seguace della pittura veneta. L’altro personaggio è Temistocle Calzecchi Onesti, inventore del coherer (il coesore), un rilevatore di onde elettromagnetiche che si rivelerà fondamentale per il futuro sviluppo della radio.
Il centro della città è punteggiato da numerose Chiese con interessanti simboli medievali scolpiti che ricordano l’importanza di questo paese.
Nella Chiesa di S. Francesco, situata nella parte più alta della città è ospitato il Polo Museale interessante soprattutto per la raccolta di reperti piceni rinvenuti nella zona. A questa antica civiltà, che ha vissuto il suo periodo di massimo splendore circa 2500 anni fa, è dedicata una rievocazione storica che ha il suo centro proprio a Monterubbiano. Si tratta della tradizione dell’Armata di Pentecoste, meglio conosciuta come Sciò la Pica, e rievoca proprio lo spostamento degli antichi Piceni dal Lazio verso le Marche, secondo il rituale del ver sacrum (primavera sacra). La migrazione di questo popolo sarebbe stata guidata da un picchio, come ricorda ancora oggi la rievocazione durante la quale quattro corporazioni sfilano con i loro caratteristici abiti, con i picchi tenuti nelle rispettive gabbie e tenendo in mano dei rami di ciliegio al grido propiziatorio di “Scio la Pica!”
Sono ancora tante le tradizioni, le leggende e le vedute caratteristiche che si possono gustare in questi borghi, insieme alle caratteristiche tagliatelle fritte tipiche di Monterubbiano. 

Paesi che conservano la loro bellezza perché rimasti intatti e incontaminati e rappresentano una parte di mondo dove il tempo scorre lento e dolce.

Falerone, borgo ricco di storia, cultura e bellezze artistiche. Di origini picene, Falerio Picenus fu probabilmente istituita come colonia romana intorno al 29 a.C. Numerose le testimonianze archeologiche del periodo relativo (teatro, anfiteatro, cisterne e reperti esposti nel museo locale). Cospicue e rilevanti anche le attestazioni di epoca medievale (le chiese rurali di San Paolino e di Santa Margherita del XIII secolo, la Loggia dei Mercanti del XV secolo, la Chiesa di San Fortunato). Importanti la fiera del patrono (San Fortunato di Todi), nei primi giorni di giugno, e le celebrazioni legate alla ‘Nzegna (in dialetto, “insegna”, “bandiera”) delle prime settimane d’agosto.

Loreto e la Santa Casa, Loreto deve la sua fama al Santuario che è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico. La città, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo come difesa, soprattutto dalle incursioni turche, si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù.

Per informazioni: prolocoloreto.com

Ascoli Piceno città del travertino, il centro storico di Ascoli Piceno è costruito quasi interamente in travertino ed è tra i più ammirati della regione e del centro Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica. Conserva diverse torri gentilizie e campanarie e per questo è chiamata la Città delle cento torri.

Dalla Riviera delle Palme al Parchi Nazionali dell’Appennino.
Per informazioni: turismo.marche.it
 
Macerata e lo Sferisterio, Capoluogo dell’omonima provincia delle Marche, il comune di Macerata aderisce all’Associazione delle Città d’Arte e Cultura. Vanta una Università, tra le più antiche nel mondo,  fondata nel 1290.
Abbadia di Fiastra e dintorni.
Per informazioni: turismo.marche.it
 
Fabriano città della carta, Fabriano è nota per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo. È, oltre a Bologna, l’unica città italiana appartenente alle Città creative dell’UNESCO; nel 2013 è stata inserita nella categoria Artigianato e Arti popolari, titolo riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta fatta a mano.
Per informazioni: fabrianoturismo.it
 
Itinerari Culturali:
Scoprire le Marche e la loro cultura è un’esperienza affascinante e coinvolgente: la cultura marchigiana è un intreccio di storia, arte, tradizioni che si offrono al viaggiatore. Ecco gli itinerari culturali più apprezzati:
  • Città Unesco nelle Marche
  • Parchi e aree archeologiche 
  • Marche archeologiche – The best of 
  • L’architettura di Francesco di Giorgio Martini
  • Carlo Crivelli 
  • Lorenzo Lotto 
  • Le Marche e il Rinascimento
  • Camerino, capitale della Signoria dei Da Varano
  • Grand Tour Leopardiano

I 27 Borghi più belli d’Italia:
  • Cingoli, Il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili;
  • Corinaldo è un borgo situato nell’entroterra di Senigallia e sorge alla sommità di un colle sulla riva sinistra del fiume Nevola;
  • Esanatoglia, Esus, il dio celtico della guerra, sarebbe all’origine del toponimo Esanatoglia; sulle rive del fiume Esino si presume sia sorto in età romana il primo insediamento
  • Frontino ( Borgo più bello d’Italia e Comune Bandiera Arancione) è per popolazione il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino e della Comunità Montana del Montefeltro.
  • Gradara è conosciuta soprattutto per la sua bella Rocca. La storia di Gradara è strettamente legata alle vicissitudini del suo castello, soggetto nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rover;
  • Grottammare, la perla dell’Adriatico, è una località turistica della Riviera delle Palme celebrata da più di tre secoli per la bellezza del paesaggio, per le suggestive atmosfere di pace e di serenità.
  • Macerata Feltria, la romana Pitinum Pisaurense, si trova adagiata in una conca verdeggiante, al confine tra Marche, Romagna e Toscana, nel cuore del Montefeltro e mostra un paesaggio di grande suggestione.
  • Mercatello sul Metauro è un ridente centro dell’Alto Metauro, su cui sventola la Bandiera Arancione. Il borgo, che fu tra i castelli più importanti dell’antica regione della Massa Trabaria, ha mantenuto nel nucleo storico parte dell’aspetto medioevale, caratterizzato da una cinta murata protetta dal solco dei due corsi d’acqua, il Metauro e il torrente S. Antonio;
  • Mondavio, Adagiato su una collina a 280 mt. sul livello del mare, fra le valli dei fiumi Metauro e Cesano, con vedute che si dispiegano fra l’Adriatico e l’Appennino. 
  • Mondolfo, lo storico borgo collinare di Mondolfo, che rientra tra I Borghi più belli d’Italia, con la sua prosecuzione nella località costiera di Marotta, rappresenta un tipico esempio di “due città in una”, segno della fusione di due culture, della terra e del mare;
  • Monte Grimano Terme, anticamente chiamata Mons Germanus, è situata su uno sperone che domina la valle del Conca e, grazie ai suoi 600 m s.l.m., offre aria purissima, un clima dolce e temperato e l’atmosfera dei paesaggi di collina. Monte Grimano Terme è entrato a far parte del club I Borghi più belli d’Italia, che mira alla salvaguardia, conservazione e rivitalizzazione di piccoli centri italiani;
  • Montecassiano, nel cuore delle Marche, nel mezzo della distesa di colline del Maceratese, Montecassiano è un borgo dall’impronta medievale, racchiuso da alte mura, e domina la valle del fiume Potenza, a circa 8 km da Macerata;
  • Montecosaro, tra Civitanova e Macerata, Montecosaro si erge su di una collina che domina la vallata del fiume Chienti. Il ritrovamento di reperti archeologici etruschi e romani conferma l’antichità del popolamento del territorio comunale;
  • Montefiore dell’Aso, (Borgo più bello d’Italia) , è un delizioso paese del Piceno, posto in collina tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia. Il centro storico è ben conservato: sono rimasti notevoli tratti di cinta muraria muniti di porte e sei torrioni risalenti ai secoli XV e XVI;
  • Montelupone è un borgo collinare che dista 13 km da Macerata. Rientra tra I Borghi più belli d’Italia e vanta la Bandiera Arancione. Conserva le mura castellane, le quattro porte d´ingresso e l’ originale pavimentazione in pietra;
  • Moresco, il Castello di Moresco rientra nell’associazione I Borghi più belli d’Italia. Sorge sulla sommità di un colle a controllo della sottostante valle dell’Aso; nel Medioevo fu roccaforte del Comune di Fermo nella guerra contro Ascoli;
  • Offagna, a ridosso di Ancona e del Monte Conero, Offagna, tipico borgo medioevale, è dominata dalla sua Rocca, che svetta come una solitaria vedetta sul paesaggio collinare circostante. il borgo, su cui sventola la Bandiera Arancione, rientra nell’associazione I borghi più belli d’Italia;
  • Offida, borgo antico racchiuso dalle mure castellane del XV sec, è inserito tra I borghi più belli d’Italia. Posto su uno sperone roccioso, tra le valli del Tesino e del Tronto, è noto per la laboriosa e  paziente arte del delicato merletto al tombolo, tradizione antica, a cui è dedicato un museo;
  • Pergola è posta lungo l’alta valle del fiume Cesano su un ampio terrazzo alla confluenza con il Cinisco. Dista 49.7 km da Fano. A testimonianza dell’antico glorioso passato di Pergola restano i famosi Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola di età giulio-claudia, rinvenuti nel 1946;
  • San Ginesio, il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. A ridosso dei Monti Sibillini, il borgo di San Ginesio, su cui sventola la Bandiera Arancione, ha un impianto urbano medievale racchiuso da un’ampia cerchia di possenti mura che conservano ancora camminamenti di ronda, feritoie e torrioni;
  • Sarnano, su cui sventola la Bandiera Arancione, è situata al centro di un’incantevole valle ai piedi dei monti Sibillini. Rientra tra I Borghi più belli d’Italia. Le sue vicende storiche sono legate a San Francesco e ai suoi seguaci, la leggenda vuole che il Serafino raffigurato nello stemma comunale fosse stato disegnato dal santo stesso;
  • Sassoferrato sorge nel versante orientale dell’Appennino; il centro abitato è posto su due livelli, il rione Borgo a circa 310 m s.l.m. ed il rione Castello a circa 400 m s.l.m dominato dai resti della Rocca, massiccia costruzione militare risalente al XIV sec, costruita per ordine del Cardinale Albornoznel 1365;
  • Servigliano, il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. È un piccolo centro della provincia di Fermo e rientra tra i Borghi più belli d’Italia.  Il suo nome (che richiama un Servilius o la gens Servilia) deriva da un insediamento romano che sorgeva a 4 chilometri di distanza in posizione più elevata rispetto all’attuale locazione;
  • Torre di Palme – Fermo, il suggestivo centro di Torre di Palme è un fantastico balcone panoramico sulla cima di un colle in posizione dominante la costa ed il mare Adriatico. Il borgo appartiene alla cerchia  dei castelli fermani suddivisi, a seconda della loro collocazione, in marini, di mezzo e montani: quelli marini sorgono sulla sommità dei colli e in genere presentano un impianto urbano ellissoidale (con asse est-ovest) circondato da mura che si aprono con porte “da Sole” o “da Bora”;
  • Treia, il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Fondata dai Romani, è un comune situato a nord della valle del fiume Potenza. L’etimologia del nome deriva da quello della dea Trea-Jana, divinità di origine grecosicula, che qui era venerata;
  • VallefogliaMontefabbri, citata in documenti risalenti ai primi anni del XIII secolo, Colbordolo fu ben presto fortificata e munita di un castello. Posta in posizione strategica sul confine tra Romagna e Marche, fu assediata e devastata da Sigismondo Pandolfo Malatesta (1446), entrando in seguito a far parte del ducato di Urbino;
  • Visso, il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, di cui ospita la sede, Visso, su cui sventola la Bandiera Arancione,  è un incantevole centro montano che vanta un passato ricco di storia: il centro storico stupisce per il susseguirsi di imponenti mura, torri, case e balconcini medievali, palazzi gentilizi rinascimentali, portali in pietra scolpiti con stemmi di famiglia e motti latini.